tenuta santa maria

project: tenuta santa maria

area: 31 075  

location: montebelluna - treviso - italy

design: 2015

realization: in progress

client: private client

The project area is located by the border between the city and the suburbs, in the middle of urban history and natural landscape: these are the two cores of the design, defined by the will to shape a speaking architecture. The goal is made possible thanks to the off-centered position of the area, capable of exploiting the rich morphology, which is expressed in the shape of the hilly area and in presence of a creek which separates the plot from a green terrace that stands in front of some historical religious buildings. Today the area is home to sparse trees and unreadable clay paths; existing buildings are an abandoned house and a highly damaged farm building. From these uncertainties comes the desire to give voice to those two architectures that can take new value and talk about their past. A farmhouse for entertaining, dining, chilling, learning and sharing, with the double role of a wine company headquarter and a guest house. A residence that welcomes familiarity and intimacy in a space ables to keep the past alive using contemporary instruments. Harmonious shapes that lead through a new rural landscape consisting of orchards, vineyards, olive groves, green rows, small woods, reaching the top of the design process in a precise point, south of the area, where the earth jealously preserves memories of the Roman past: an archaeological site absorbed but revealed through an on-site installation.

 

 

L’area di intervento è situata in un contesto a confine tra città e periferia, tra storia urbana e paesaggio naturale: sono questi i binomi fulcro dell’ipotesi progettuale, formatasi dalla volontà di plasmare un’architettura narrante. L’obiettivo è reso possibile grazie alla posizione decentrata della zona, capace di sfruttare la ricca morfologia, che si esplica nella conformazione collinare del territorio e nella presenza adiacente di un torrente, il quale separa l’area da un terrazzamento boschivo che si pone a fronte degli edifici ecclesiastici e storici dell’area. Ad oggi l’area ospita rade alberature e indistinti percorsi su terra battuta; le costruzioni esistenti si identificano in una abbandonata abitazione e un fatiscente fabbricato rurale. Da queste incertezze nasce la volontà di dare voce ad un’architettura che possa raccontarsi e valorizzarsi: un casale che ospiti ampi spazi per la convivialità, il ristoro, la sosta, la conoscenza e la condivisione, nella duplice funzione di sede aziendale nel settore vinicolo e di foresteria. Una residenza che accolga familiarità ed intimità in uno spazio desideroso di mantenere vivo il passato servendosi di strumenti contemporanei. Armoniosi tratti che conducano attraverso un nuovo paesaggio rurale composto da frutteti, vigneti, oliveti, filari verdi, piccoli boschi, raggiungendo l’apice del principio progettuale, un punto preciso a sud dell’area dove il terreno conserva gelosamente memorie del passato romano: un sito archeologico fagocitato ma palesato attraverso un’installazione in loco.