palazzo ex provincia treviso

project: palazzo ex provincia treviso

location: treviso - italy 

volume: 22 400

design: 2016

client: fondo tarvisium numeria s.g.r.

The new building is located on the footprint of the previous building, acquiring the singular form and the same position within the plot. The challenge is to introduce contemporary architecture in an historical city center replacing a building which is a reference point for the community because of its historical function even if it is nowadays abandoned. The architecture must shape a dialogue between the urban memory of the original Piccinato's building and the research on a new language. This creates a new structure that encloses the original volume of the new building. The pillars that run through the entire facade, though suited to the structural function, only seem placed side by side to the building; a feeling amplified by the use of different materials. Regular scanning of prospects through the pillars gives a vertical and slender perception which lightens the entire volume. In the wide public porch, the rhythm of lights and shadows materializes a pleasant space, made even more relaxing by the reflections from the water reverberating on the columns and ceiling. The task of becoming "the exception" to the regular rhythm of the pillars is up to the building surface and windows. The two-dimensional approach doesn't enable the perception of the facade articulation which is moving perpendicular to the colonnade: the project is defined by a stratigraphic composition of elements. With reference to the outer edge of the pillars, the bow-windows are coplanar, the panels and windows aligned to the inner side and the lodges remain backward. The result is a changing volume, which is not only contained by the urban mesh around it, but it is moving back and forth, searching for a view and for the involvement in the city.

 

 

Il nuovo fabbricato sorge sullo stesso sedime del precedente edificio acquisendone la singolare forma e il medesimo posizionamento all’interno dell’area di progetto. La sfida posta è quella di introdurre un’architettura contemporanea in un centro storico a sostituzione di un palazzo che, vista la funzione pubblica svolta anche se ormai dismessa, rappresenta un punto di riferimento per la collettività. L’architettura plasma nelle sue forme un dialogo tra la memoria urbana dell’edificio dell’arch. Piccinato e la ricerca di un nuovo linguaggio. Si genera così una struttura che racchiude al suo interno il volume del nuovo edificio. I pilastri che attraversano l'intero prospetto, benchè vocati alla funzione strutturale, sembrano solo affiancarsi all'edificio; una sensazione amplificata dall'uso di materiali diversi. La scansione regolare dei prospetti tramite i pilastri conferisce una verticalità ed una snellezza che alleggerisce l'intero volume. Nella zona dell’ampio porticato ad uso pubblico, la ritmica tra luci e ombre materializza un ambiente piacevole, reso ancora più distensivo dai riflessi che dalla vasca d’acqua si riverberano sulle colonne e sul soffitto. Spetta alla superficie dell’edificio ed alle sue parti vetrate il compito di diventare “l'eccezione” al ritmo regolare dei pilastri. Il solo grado di lettura bidimensionale rende a fatica l’articolazione con cui il piano della facciata si muove perpendicolarmente al colonnato: il progetto si definisce attraverso una composizione stratigrafica di elementi. Prendendo a riferimento il filo esterno dei pilastri, i bow-window ne risultano complanari, i pannelli e le finestre allineati al filo interno mentre le logge rimangono arretrate. Il risultato è un volume mutevole, che non si limita ad essere contenuto dalla maglia che lo circonda, ma aggetta e rientra, alla costante ricerca di un’inquadratura e del coinvolgimento nella città.